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Zombi = Dawn of the dead / regia di George A. Romero

Secondo capitolo della trilogia dei morti viventi firmata dal maestro del genere George A. Romero, zombi è una festa gore che prosegue e amplia un percorso iniziato con la notte dei morti viventi. Nonostante il film non sia propriamente un sequel in senso tradizionale, lo si può considerare come un film che serializza un'idea. Questa volta Romero sferra un attacco diretto al consumismo della società moderna, rappresentato dal centro commerciale (dove si svolge la vicenda) che gli zombi invadono con un trasporto quasi religioso e maniacale. Il colore favorisce la crudezza degli effetti speciali curati da Tom Savini, anche se le tonalità accese accentuano la dimensione fumettistica che Romero intendeva dare alla storia e che riprenderà nel film creepshow. Con un ritmo ansiogeno e claustrofobico, scandito da scene d'azione al cardiopalma, zombi è un classico senza tempo che ha doto il via alla grande invasione dei morti viventi cinematografici.

Martin / regia di George A. Romero

Martin è di sicuro il film più significativo di George A. Romero, non ché il suo preferito nella sua filmografia. la storia ci porta nella cittadina di Braddock, in Pennsylvania, dove il giovane protagonista si trasferisce a casa dello zio, il quale è convinto che il nipote sia un vampiro; in realtà il ragazzo è uno spietato e metodico serial killer, che sfoga la sua frustrazione sessuale narcotizzando le sue vittime per poi berne il sangue. Film a basso budget che a permesso al regista la massima libertà creativa, un po' lento ma non troppo, tratta il vampirismo come una malattia mentale ed esalta l'aspetto esistenziale del protagonista. La pellicola è anche un osservazione del conflitto generazionale insito negli anni settanta; Martin rappresenta la generazione post sessantotto: confusa, arrabbiata e convinta di poter fare ciò che gli pare oltre ogni limite morale; lo zio invece rappresenta la generazione attaccata alle tradizioni puritane e patriarcali, che vede le generazioni future come un male da sradicare ad ogni costo. In fine, la decadente provincia americana, le sequenze in bianco e nero che raccontano il passato di Martin e le sue fantasie morbose tra sogno e realtà, le scene gore molto limitate ma di grande effetto ed un finale da capogiro rendono il film un cult assoluto da non perdere.

L'ordine del tempo / Carlo Rovelli

Rovelli ci va giù pesante fra fisica hard e sprazzi di filosofia e con le formule lui fa poesia. Molto difficile in alcuni passaggi ma vale assolutamente la pena. Spazio-tempo entropia e calore... e la linea del tempo non esiste come costante universale. Grandissimo!

L'altra donna / Susan Crawford

molto entisiasmante ma abbastanza lento come narrativa. Finale abbastanza pasticciato, poco convincente, distante dalle reali emozioni che la situazione susciterebbe, insomma dare un bel finale ma proprio da favoletta